Chiese

CHIESA DI SAN GIORGIO 1129

Dal 1648 di San Leonardo detta anche "Badiola"

[asvc_dropcaps width=”45″ height=”45″ f_size=”40″ line_height=”45″ bg_color=”#ca9b52″]Anche se avvolta dalla nebbia e del disinteresse la chiesa di S. Giorgio o S. Leonardo, conosciuta dai Cefalutani col nome di “Badiola”, ha per la storia del paese la sua importanza. Le sue origini risalgono al 1129 epoca nella quale re Ruggero II con la sua armata di ritorno in Sicilia, via mare, fu investito da una violenta tempesta quando stava per perire trovò la forza di pregare Dio e chiedere il suo aiuto facendo voto di innalzare un tempio in suo onore nel luogo dove sarebbe approdato.[/asvc_dropcaps]

Dio ascolt? le sue preghiere e come manifestazione della sua volont? mand? San Giorgio, secondo la leggenda, la cui figura apparve in cielo tra le nubi. La flotta approd? a Cefal? ed egli per ringraziare il Santo messaggero fece costruire prima la suddetta chiesa e poi, in onore del Santissimo Salvatore, la cattedrale.

La chiesa di S. Giorgio ? menzionata per la prima volta in un documento del gennaio 1159 trascritto in un codice membranaceo dell?Archivio capitolare della Cattedrale di Cefai?, oggi in deposito presso l?archivio di Stato di Palermo ai fogli 33, 36 a firma del vescovo eletto Bosone, del priore di Bagnara e dei canonici del Capitolo di Cefal?, con cui Bosone dona e concede a Roberto, arcivescovo di Messina, una casa con le sue pertinenze, specificandone i confini: ? Ad meridiem habet vicum publicum qu? descendit a domoregia ad St. Georgium.

In una pergamena, poi, conservata all?Archivio Capitolare di Cefai? datata marzo 1252 Undicesima lndizione, a firma di Riccardo Grizetta, vescovo di Cefai? dal 1249 al 1253, inerente alla concessione di due botteghe da parte del vescovo a certo Mattia Grabaco, per il canone annuo di tre tari d?oro, abbiamo un?altra conferma dell?esistenza della chiesa in et? antica, in quanto essa ? citata come confinante con le botteghe cedute.

Chiesa della Badiola - Foto pubblicata da Rosanna Runzo
Dalle origini ed antichità della città di Cefalù, pagina 46

Gli storici successivi, a partire dal Fazello e poi il Carandino, il Passafiume, Vincenzo Auria, del quale pubblichiamo qui a lato la pagina 46, dedicata alle notizie storiche, sono stati tutti concordi nell’affermare che tale chiesa fu innalzata da Ruggero ll prima ancora della Cattedrale.

Il Fazello per primo dà notizia di un restauro della chiesa ad opera dei cittadini: quam ruinae proxímam cives restaurarunt.

Per questo abbiamo un termine antequem, l’anno 1558 che vide la prima edizione della sua Storia di Sicilia.

Nel 1648 la chiesa ormai intitolata a S. Leonardo, venne aggregata alla «Casa delle Orfanelle riparate» constructur ac dicatur dal vescovo Marco Antonio Gussio, come si legge nella lapide dedicatoria, murata unicamente allo stemma del vescovo, sopra il portale d’ingresso su via Porto Salvo.

Nel 1875, infine, «per vetustà crollante» fu restaurata ad opera del vescovo Ruggero Biundo.

Della chiesa ruggeriana resta ben poco per non dire quasi niente: un grande portale occluso, che prospetta sull’attuale via Vittorio Emanuele e che doveva essere di accesso principale alla chiesa, ed un altro laterale, su via Porto Salvo, venuto alla luce durante l’ultimo restauro a cura della Sovrintendenza ai Monumenti di Palermo, che ha interessato i prospetti.

Chiesa di San Giorgio San Leonardo e della Badiola - Foto D.Brocato 2021

Il portale principale era in luce già prima dell’ultimo restauro, ma tompagnato, come tuttora è, e malamente visibile nelle sue parti superstiti.

Sebbene tompagnato e in parte mancante della zona inferiore in seguito a tagli operati per aprire gli accessi ai due magazzini su strada, il portale principale è ancora leggibile nella sua struttura architettonica e figurativa.

E’ formato da un arco a sesto acuto limitato da una larga raggiera di conci a ghiera ribassata che incornicia i rincassi dati da due grossi cordoli binati, che nella zona inferiore si sviluppano a mo’ di semi colonnine con capitelli a motivi floreali e volute che a loro volta si impostano su una coppia di palmette uncinate, palmette che richiamano il motivo di alcuni capitelli della Cattedrale.

Una cornice sopra i capitelli si estende oltre le colonnine binate sino allo stipite sagomato del vano porta, che si è conservato solo sul lato destro del portale e s’interrompe al di sopra della cornice, proprio nel punto in cui si sarebbe dovuto impostare l’arco. All’interno la chiesa si presenta ad aula.

La parte più interessante di quest’ultima è senza dubbio quella del coro.

Cefalù - Il portale principale chiesa di San Giorgio e San Leonardo, Badiola
Cefalù - Interno della chiesa della Badiola - Foto postata da G. Maranto nel gruppo Facebook

Si tratta di due tribune sovrapposte: la superiore, incorniciata da un grande e profondo arcone, si affaccia in tutta la sua ampiezza direttamente sulla navata, protetta solo da una transenna di legno a grata; la inferiore si inserisce nell’apertura dell’arcone superiore, ma al vuoto di questo oppone il pieno di un muro e nello stesso tempo l’effetto chiaroscurale determinato dalla successione di tre arcate in esso aperte, una più grande al centro, due più piccole ai lati, sottolineate da leggere cornici in stucco che aggettano sulla navata con tre cantorie in legno dipinto, che sono sicuramente i soli arredi notevoli della chiesa.

Recentemente catalogati dalla Sovrintendenza alle Gallerie di Palermo, avrebbero bisogno di un urgente restauro, per non andare dei tutto compromesse. Hanno forma poligonale con esili colonnine a sottolineare gli angoli e con base che va rastrellandosi ad imbuto.

Nei riquadri fra le colonnine sono raffigurate scene floreali e, nelle sottostanti cornici, piccole scene paesistiche, il tutto con una delicatezza di tocco e di colore che fanno di queste cantorie il più bell’esempio dei settecento cefaludese nel campo delle arti minori.

Foto Storiche Cefalù

Fonti:
Sito del Comune di Cefalù
Gruppo Facebook Foto Storiche Cefalù, Post di Carmelo Battaglia
Dell’origine ed antichità di Cefalù di Vincenzo Auria, nuova serie LX Arnaldo Forni Editore

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