Palazzi

PALAZZO SAVARESE

Palazzo Savarese è un edificio situato lungo Via Roma attuale di Cefalù, edifificato nelgli anni ’20, dalla famiglia Savarese.

La sua facciata principale ricorda fortemente la facciata dell’Ospedale “Giuseppe Giglio” su Via Aldo Moro, che ne costituisce il naturale predecessore, inoltre presenta anche una composizione forte e apparentemente rigida, sebbene alleggerita da eleganti decorazioni.

Il disegno simmetrico biassiale che ricorda l’Ottocento, è enfatizzato dai due spazi vuoti sulle terrazze dell’ultimo piano.

Questa somiglianza è evidente solo nella parte anteriore della struttura complessiva, che si compone di tre livelli fuori terra.

Palazzo Savarese visto dalla Via Roma - Foto dal libro "Il Liberty a Cefalù"

Il completamento dell’edificio è datato 1926, anno in cui furono sicuramente portate a termine le decorazioni della facciata.  Questa data è inscritta nel medaglione centrale di uno dei cinque rilievi, precisamente quello situato al centro della porta d’ingresso.

Questi rilievi decorano con eleganza gli ambienti sottostanti le aperture del primo e del secondo piano.  La presenza del palazzo si nota già in una foto d’epoca della collezione privata di Benedetto Morello, scattata qualche anno prima.  In questa foto la facciata non presenta ancora le decorazioni del fregio.

A differenza della facciata dell’Ospedale Civico, che è divisa ritmicamente orizzontalmente e verticalmente da elementi architettonici lineari, in questo caso è divisa prevalentemente in senso orizzontale.  Gli unici elementi verticali sono le lesene laterali, suddivise in pseudo blocchi sovrapposti che sottolineano il profilo esterno dell’edificio.  Il forte orientamento orizzontale è evidenziato dalla fascia marcapiano tra il secondo e il terzo piano fuori terra, che prosegue nel disegno dei due terrazzi laterali.

Ciò è ancor più avvertibile nel primo registro, che visivamente, con la sovrapposizione di fasce orizzontali, è scandito da un basamento austero, forte e solenne, ulteriormente enfatizzato dal plinto in pietra grigia a contatto con la linea di terra.

Particolare della balaustra al di sopra di una finestra del Palazzo Savarese. Foto dal libro "Il Liberty a Cefalù"

Le balaustre dei due terrazzi sono sorrette da colonne stilizzate che ricordano fortemente quelle presenti nelle ville nobiliari suburbane del XVI e XVII secolo nelle campagne siciliane, ciò conferma che i nuovi stili architettonici si fondono con i motivi indigeni di antica tradizione.

Lo stile Liberty, che si potrebbe definire ancora un “proto”-Liberty, si ritrova soprattutto nell’eleganza delle decorazioni in stucco che ornano le aperture dei vari registri, sia sotto che sopra le finestre, nonché sopra le aperture verso i balconi del secondo e terzo piano.  Queste decorazioni sono ancora intrappolate in uno schema geometrico simmetrico, ma presentano già motivi sinuosi e floreali.

Veduta del Palazzo Savarese, dalla via Roma - Foto da "Il Liberty a Cefalù"

La vera bellezza del nuovo linguaggio architettonico si trova nei rilievi dei cinque pannelli rettangolari sotto le aperture delle finestre.

Nella parte centrale dei fregi è presente un medaglione di forma ovale, completamente bombato o con due cuspidi in alto e in basso, recante rappresentazioni antropomorfe di figure mitologiche.

Queste figure riecheggiano ancora motivi classici o addirittura le espressioni comiche delle maschere barocche.  Solo il medaglione centrale sopra il portale riporta la data di costruzione dell’edificio, come già accennato.

Ai lati dei medaglioni, la decorazione esprime la sua eleganza attraverso le forme di tralci floreali che si arricciano in sinuose volute, spesso con un motivo floreale al centro, o attraverso lo studio dei dettagli delle foglie, che hanno forme arrotondate ma lanceolate.

L’elemento curvilineo decorativo, come già evidenziato, e in questo caso più che in altri, dietro la libertà dei motivi vegetali e naturali si cela la modularità della geometria, che organizza le forme sul piano, attribuendo a ciascun elemento una propria funzione nella configurazione tridimensionale complessiva.  Ciò è evidente anche dal punto di vista planimetrico.

Oltre alla facciata, l’edificio si basa sulle regole della simmetria speculare, con al centro la scala che serve i vari piani dell’edificio, e la distribuzione ordinata dei vari ambienti attorno ad un corridoio che funge da disimpegno su entrambi i lati.  Si tratta di un volume parallelepipedo perfettamente regolare che segue l’asse dell’attuale via Roma.

La facciata è caratterizzata prevalentemente da una cromia monocroma che riflette il colore caldo e solare della sabbia che, insieme al mare, costituisce un elemento fondamentale del paesaggio cefaludese.  La monocromia è interrotta solo dal candore delle colonne che sostengono le balaustre delle due terrazze laterali, dal nero delle eleganti ringhiere in ferro battuto e dal grigiore del plinto in pietra che evidenzia il collegamento con il suolo.

Da tutto ciò, oltre alla composizione organica della struttura architettonica e alla raffinatezza dei motivi decorativi, è evidente che dietro a tutto c’è la mente di un progettista razionale e attento, coadiuvato dalla maestria e dall’esperienza degli artigiani locali, i cui nomi purtroppo ci restano sconosciuti.

Domenico Brocato – Foto Storiche Cefalù

Fonti:

“Il Liberty a Cefalù”  di Giacinto Barbera e Marcella Moavero – istituto Statale d’Arte di Cefalù

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