Cefaludesi Illustri

Francesco Liberto “Ciccio” (1936 – 2023)

Così scrive Francesco Liberto in un post sulla sua seguitissima pagina Facebook

Francesco Liberto

Cari amici,

dopo tanti anni sono costretto ad abbassare le serrande: è ormai tempo che io mi dedichi a me stesso, alla mia famiglia e alla mia salute. E così il mio negozio sul lungomare, punto di riferimento per tanti appassionati di automobili, presto ospiterà una nuova attività commerciale che nulla ha a che vedere con le calzature.

E’ stato bello sentirmi al centro del mondo, incontrare così tante persone, avere clienti così fedeli e appassionati…sento di dover ringraziare moltissime persone, così tante che mi è impossibile parlare di alcuni senza correre il rischio di dimenticare qualcun altro. Mi limiterò a citarne solo tre, e per ovvi motivi: Ignazio Giunti, Nanni Galli e Geki Russo, ovvero coloro grazie ai quali questa splendida avventura ha avuto inizio.

Geki è volato in cielo troppo presto, pochi mesi dopo averlo conosciuto. Nanni è rimasto mio amico fino alla fine, per tantissimi anni, anche se ci siamo incontrati raramente una volta finita l’epopea della Targa Florio. Con Ignazio invece è stato diverso. Ignazio è stato colui che mi guidato nello studio della scarpa ideale, che facesse sentire i piloti a proprio agio, e anche se ci ha lasciati troppo presto e in modo così straziante, abbiamo avuto il tempo e il modo di rafforzare la nostra amicizia, che è stata profonda, sincera e disinteressata.

Un’amicizia che dura ancora oggi attraverso i suoi famigliari, grazie all’incondizionata stima che mi lega alla famiglia Giunti. E poi, devo citare certamente Vic, senza la cui straordinaria vittoria alla Targa 68, che lui volle generosamente dedicarmi per quelle curiose scarpe asimmetriche realizzate in fretta e furia e consegnate poco prima del via, la mia fama presso gli altri piloti non sarebbe cresciuta tanto rapidamente.

Non pensate a me con tristezza, sappiate che sono un uomo felice perché ho realizzato il mio sogno: entrare a fra parte del mondo delle corse, quello che ho sempre amato. Conoscere e diventare amico di tanti piloti, diventare un fornitore della Scuderia Ferrari, e persino raggiungere una certa notorietà in tutto il mondo.

Ricevere così tanti attestati di stima, interviste, riconoscimenti, premi, vedere le mie creazioni esposte in tanti prestigiosi musei, lavorare per Hollywood, recitare in una pubblicità della Porsche a me dedicata. Davvero oltre ogni aspettativa. E per dimostravi che non sono triste, ma anzi sono pronto a calarmi in nuove avventure, vi dirò che qualcosa sta nascendo, per consentire a tutti gli appassionati di oggi e di domani di conoscere la storia di un umile artigiano che un giorno inventò le scarpe da corsa. Perciò, restiamo in contatto.

Vi voglio bene.

Vostro Ciccio di Cefalù, 20 gennaio 2022.
Ciccio nel suo laboratorio di via Nicola Botta a Cefalù - Photo Credit Tom Salt - https://www.topgear.com

Francesco Liberto

16 febbraio 1936 – 1 gennaio 2023

Nato a Cefalù, in provincia di Palermo, il 19 febbraio 1936, Francesco Liberto proviene da una numerosa e umile famiglia. La perdita del padre all’età di soli 8 anni e le difficili condizioni sociali della Sicilia dell’epoca lo costringono fin da giovanissimo a contribuire al sostentamento della famiglia.

Sarà lo zio paterno, ciabattino di professione, a introdurlo al mestiere, trasmettendogli i segreti di un’arte che il giovane ‘Ciccio’ saprà elevare a livelli eccellenti.

Fortunatamente, Madre Natura lo ha dotato di un’innata e contagiosa simpatia, nonché di una spiccata predisposizione per le relazioni sociali. Queste qualità si riveleranno fondamentali nella sua carriera professionale, portandolo dalla povera bottega di famiglia ai riflettori internazionali.

La Cefalù del dopoguerra rappresenta uno scenario completamente diverso rispetto al villaggio di pescatori di inizio secolo, destinato a diventare una delle più incantevoli destinazioni turistiche del Mediterraneo. Le opportunità per Liberto non tardano ad arrivare.

Ciccio nella sua bottega al Club Mediterranee.

E così il giovane Francesco deve anzitutto la sua fortuna alle intuizioni di Mila Contini e di Pepita Misuraca, che sapranno valorizzare le sue qualità creative introducendolo, a metà degli anni ’60, nel “bel mondo” di Cefalù, che all’epoca gravitava attorno al Club Mediterranèe.

I suoi sandali in cuoio iniziano a conoscere un discreto successo, tanto che Ciccio, per un certo periodo, gestisce un piccolo atelier.

I suoi prodotti esclusivi, i cosiddetti ”Muccaturi” e “Patchwork”, vengono così conosciuti e apprezzati da turisti di tutto il mondo, supportati dalla efficace notorietà derivata da articoli sulle principali testate e riviste specializzate del settore.

Puntualmente, dal 1906 a 1977, con alterne fortune, ad ogni primavera il mondo delle corse si dà appuntamento alle pendici delle Madonie per perpetuare il Mito della Velocità. La difficoltà di mettere a punto le vetture e di memorizzare un tracciato di oltre diecimila curve disseminate lungo 72 km di strade di montagna, obbligano le squadre ad arrivare in Sicilia con un certo anticipo rispetto alla gara.

Cefalù, rappresenta il naturale quartier generale di tutti i team, incontrare i piloti all’uscita degli alberghi o nei ristoranti, da loro frequentati, non è certo un problema, scambiare quattro chiacchiere con loro nelle frequenti pause di lavoro è semplicissimo. Fra loro, anzitutto il nostro Ciccio comincia a legare con i giovani alfieri dell’Autodelta, Ignazio Giunti, Nanni Galli, Geki Russo.

Sarà proprio Ignazio, durante una cena in un ristorante assai in voga all’epoca, l’Eucalaliptus, a chiedere a Ciccio, quasi per gioco, di fargli un paio di scarpe da competizione. Il nostro eroe, logicamente, non ha esperienza su come devono essere, quali caratteristiche tecniche debbono avere e quanto occorre per la loro realizzazione.

I tre piloti suggerirono così come avrebbero dovuto essere le loro scarpe ideali: leggere, morbide, comode e, soprattutto, dalla suola sottile, per trasmettere al pilota tutta sensibilità al piede.

Francesco "Ciccio" Liberto - Video tratto dal film "A Sicilian Dream" di Philip Walsh - 2015

Vic Elford, primo Pilota che indossa le scarpe di Ciccio. Cittadino onorario di Cefalù
Ciccio riceve la Coppa Samia al Premio Moda Mare 1969.
Ciccio aiuta Clay Regazzoni ad indossare un nuovo paio di scarpe da guida.
Le scarpe di Ciccio per il Film "Rush" di Ron Howard

Nel 1965 Ciccio realizza così il primo paio di scarpe da corsa, che rappresentano per lui l’inizio di una nuova carriera artistica e professionale. Da allora i più grandi piloti del panorama internazionale scelsero e scelgono ancora oggi le scarpe da corsa del “calzolaio di Cefalù” perché fatte su misura, leggere, comode e soprattutto uniche al mondo.

E persino quando la stella della Targa Florio tramonta definitivamente, alla fine degli anni ’70, sacrificata sull’altare della sicurezza, la maestria di Ciccio aprirà nuove e inaspettate frontiere, diventando per un certo periodo fornitore ufficiale della Scuderia Ferrari di Formula 1. E nel 1977 infatti Niki Lauda diventa campione del mondo indossando le scarpe del maestro siciliano.

Nel 1969 è insignito della Coppa SAMIA nel corso del premio “Moda Mare a Cefalù” che costituisce un appuntamento stagionale di primo piano. Ma la vera svolta professionale nella vita di Francesco Liberto arriva sul finire degli anni sessanta, quando la fama di Ciccio si unisce a quella della Targa Florio, la corsa più antica del mondo, già inserita nel calendario del Mondiale Marche, campionato di gran lunga più importante e seguito della stessa Formula Uno.

Tutti i più importanti giornali di automobilismo e le più grandi emittenti televisive dedicano frequentemente ampi spazi al celebre “il calzolaio dei piloti”.

Oggi Ciccio non fornisce più la Scuderia Ferrari, ma molti piloti ed appassionati da tutto il mondo continuano a commissionargli le sue scarpe davvero uniche, belle, comode, leggere, da usare anche per passeggiare. Perchè alle scarpe col marchio “Ciccio Cefalù Sicilia” nessuno vuole rinunciare.

E a chi lo va a trovare, nella sua bottega museo sul lungomare, lui ha sempre mille aneddoti da raccontare.

Questo solo per fare un esempio. Molte delle scarpe di Ciccio hanno accompagnato sul podio piloti del calibro di Vic Elford, Mario Andretti, Brian Redman, Ignazio Giunti, Carlos Reutemann, Emerson Fittipaldi, Clay Regazzoni, Jo Siffert, Jackie Ickx, Renè Arnoux, Gerald Larousse, Auturo Merzario, Sandro Munari e non ultimo il siciliano Nino Vaccarella.

Negli anni ‘80 Regazzoni gli spedì da Tokio una semplice cartolina postale: “Mi serve un paio di scarpe bianche e rosse!”. L’indirizzo era soltanto: “Ciccio, Cefalù – Italy.” La missiva arrivò dritta al destinatario. E anche le scarpe furono subito pronte, naturalmente….

Ancora oggi Ciccio è apprezzato in tutto il mondo per le sue scarpe da corsa e per la sua grande umanità che fa di lui un vero mito. Le sue creazoni sono esposte nei musei, da quello della Ferrari a Maranello a quello della Porsche a Stoccarda, a quello dei fratelli Rossetti, vicino a Milano, al museo Romans in Francia e al Deutsches Ledermuseum in Germania.

Anche la casa del Cavallino Rampante gli ha spesso reso omaggio, infatti, nel novembre 1997, un corteo di Rosse “Tutte le Ferrari in Sicilia”, ha fatto tappa davanti alla sua bottega sul lungomare di Cefalù. In quella occasione i responsabili di Maranello gli hanno consegnato un dono alquanto singolare: un autentico pistone usato di un motore di Formula 1.

Nel 2012 Ciccio da Cefalù va a Hollywood grazie alle sue Racing Shoes realizzate a mano.
Il regista Ron Howard non ha voluto lasciare nulla al caso, infatti, chiede espressamente una copia delle “Ciccio Racing Shoes” indossate da Lauda in quegli anni, per Daniel Brühl, l’attore che presterà il volto al campione austriaco nel film “Rush”.

Locandina del film 'Rush' del 2013, incentrato sulla rivalità tra Niki Lauda e James Hunt, negli anni '70

Ciccio, divenendo famoso, ha “sfornato” migliaia di scarpe per tutti i gusti. I modelli più belli ed esclusivi sono quelli personalizzati da Franco Cheli, lo scenografo docente presso l’Accademia di Brera che nel 1997 ha organizzato a Milano la mostra “Ciccio e gli Amici di Brera”, dipingendo a mano su temi motoristici le tomaie in pelle confezionate da Ciccio. Ancora oggi la collaborazione con Cheli Scenografie continua: basta chiedere a Ciccio il tipo di personalizzazione per rendere le proprio scarpe ancora più uniche ed esclusive.

Francesco Liberto ci lascia il primo gennaio 2023.

Lecco 19 novembre 2020

Un ringraziamento particolare a Francesco Liberto, “Mastro Ciccio” per la bellissima telefonata intercorsa  e per avermi autorizzato a realizzare questa pagina a lui dedicata.
Domenico Brocato 

Documentario della Porsche - Dietro le quinte: Ciccio una leggenda vivente

Ciccio Liberto è testimonial nello spot della Porsche 718 GDS

Targa Florio 2017

Personaggio del giorno: Ciccio Liberto

Video credit: https://www.media.stellantis.com

SCRIVONO DI LUI

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