Film girati a Cefalù

A Ciascuno il Suo di Elio Petri 1967

Di Elio Petri

Un film di Elio Petri, tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia. Con Gian Maria Volonté, Irene Papas, Gabriele Ferzetti, Mario Scaccia, Luigi Pistilli.Salvo Randone, Laura Nucci, Luciana Scalise, Valentino Macchi, Leopoldo Trieste. Drammatico, durata 93 min. Italia 1967

Il regista scelse personalmente, con meticolosa cura, le comparse cefalutane e i set per gli interni, l’atrio del Municipio, il Convento di S. Domenico, la farmacia Cirincione, le case parlato ed Agnello, il Chiostro della Cattedrale, l’oratorio del Santissimo Sacramento, i  piani terreni dell’nfermeria dei Cappuccini, etc. e per gli esterni la zona pedemontana della Rocca, la punta Rais-gerbi di Finale di Pollina. Determinante in queste scelte e nei rapporti con gli i cittadini fu la collaborazione del cefaludese Antonio Augello.

Fonte: Nico Marino

A Ciascuno il Suo
Elio Petri sul set del film
Gabriele Ferzetti con Gian Maria Volontè
Gian Maria Volontè e Irene Papas
Gabriele Ferzetti con Gian Maria Volontè

In un paese della Sicilia (Cefalù in provincia di Palermo), durante una battuta di caccia vengono uccisi due uomini, il farmacista Manno e il dottor Roscio. Poiché il primo aveva ricevuto diverse lettere minatorie, a causa delle sue presunte relazioni extraconiugali, si giunge alla conclusione che l’obiettivo dell’omicidio fosse lui, mentre il secondo solo un testimone, vittima innocente. Le indagini seguono la pista del delitto d’onore e portano all’arresto del padre e dei fratelli di Rosina, servetta adolescente sedotta da Manno. Paolo Laurana, insegnante liceale che lavora a Palermo, poco inserito nella vita di paese, con un passato di militanza comunista, considerato asociale ma innocuo dalle forze dell’ordine, è convinto che la storia non sia così semplice come appare, perché aveva potuto vedere prima degli omicidi una delle lettere minatorie ed aveva notato che le lettere di giornale con cui era composta provenivano da una copia dell’Osservatore Romano, un’improbabile lettura per gli accusati, pastori analfabeti. Rende partecipi dei propri sospetti Luisa, la vedova del dottor Roscio, forse il vero obiettivo dell’assassino, e il cugino di lei, l’avvocato Rosello, importante notabile del luogo. Mentre la prima aiuta Laurana nella sua indagine personale, Rosello accetta di prendersi carico della difesa degli innocenti agli arresti.

Laurana incontra gli unici destinatari locali del quotidiano vaticano: il curato di Sant’Amo, religioso di scarsa vocazione, votato piuttosto a salvare dalle piccole chiese di campagne oggetti artistici a favore di facoltosi collezionisti privati, che gli è d’aiuto nel capire che sotto le placide apparenze della vita del paese si nascondono intrighi pericolosi; e l’arciprete, zio di Luisa e Rosello, che li ha cresciuti come figli.

Prosegue le sue indagini a Palermo, dove l’antica amicizia con un deputato comunista gli permette di scoprire che Roscio si era recato a Roma per denunciare le attività illegali di qualcuno di cui però non aveva fatto in tempo a rivelare il nome. Presso il padre di Roscio, luminare della medicina ridotto alla cecità, trova il diario nel quale l’assassinato ha preso nota di una serie di accuse a carico dell’avvocato Rosello. Quando poi vede quest’ultimo in compagnia di Raganà, un famigerato malavitoso, si convince definitivamente che il mandante dell’omicidio sia proprio colui che era riuscito a sviare brillantemente qualsiasi sospetto con la generosa difesa dei presunti assassini.

Laurana decide di rivelare a Luisa il contenuto del diario, depositato per precauzione in una cassetta di sicurezza, esprimendole però anche le proprie perplessità sul suo stretto rapporto con il cugino. Lei ammette che da giovani erano stati sentimentalmente legati, ma lo zio arciprete aveva impedito che si potessero sposare e l’aveva costretta ad un matrimonio con un uomo che non aveva mai amato. Luisa sembra disposta, malgrado questo, a sostenerlo nelle accuse contro Rosello, e Laurana è ben pronto a credere alla donna di cui si è infatuato.

Ma questa attrazione gli è fatale: dopo essere scampato ad un primo tentativo di Rosello di liberarsi definitivamente di lui, commette l’errore di raccontare a Luisa che si è salvato solo grazie ad un bluff, vantando l’esistenza di un diario delle proprie indagini che in realtà non esiste. La donna lo tradisce abbandonandolo al proprio destino in un luogo solitario, dove viene raggiunto dai sicari che lo uccidono con dell’esplosivo.

Qualche tempo dopo, si celebra lo sfarzoso matrimonio dei cugini Rosello e Luisa. Tra i presenti alla celebrazione, c’è chi ha capito tutto degli eventi e commenta amaramente la stupidità di Laurana, vittima di un intrigo più complicato di quanto lo sprovveduto professore potesse immaginare.

Fonte: WIKIPEDIA

Gian Maria Volontè in bellissima immagine alla marina di Cefalù nel 1968 - foto pubblicata da Totò Testa 27 ott. 2011

Il film è stato restaurato di recente, il restauro è stato curato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e Movietime, realizzata presso il laboratorio Studio Cine di Roma, con il coordinamento tecnico di Luigi Luppi.

Un restauro fortemente voluto da Giovanna Gravina Volonté, fondatrice de La Valigia dell’attore, oltre che direttore artistico insieme a Fabio Canu, e sostenuto da Paola Petri, vedova di Elio. Sergio Toffetti, presidente del Museo Nazionale del Cinema di Torino, dove sono peraltro custoditi e gestiti il Fondo Volonté e il Fondo Petri, ha immediatamente raccolto l’appello, avviando il processo necessario a restituire il film all’originale splendore.

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