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PALAZZO MUNICIPALE

Com'era...

Da convento benedettino a Palazzo Municipale

[asvc_dropcaps width=”45″ height=”45″ f_size=”40″ line_height=”45″ bg_color=”#ca9b52″]Il monastero delle Benedettine di Santa Caterina a Cefalù è stato un luogo di residenza e di vita religiosa dalle origini (XIII sec.) fino alla seconda metà dell’Ottocento.

Agli inizi del Novecento l’edificio fu trasformato in distretto militare, intitolato a Salvatore Spinuzza.

Pesanti superfetazioni e stravolgimenti resero illeggibile il suo aspetto.

L’antico chiostro venne occultato insieme alla facciata della chiesa di Santa Caterina, annessa al convento, opera settecentesca di Giovan Battista Amico.[/asvc_dropcaps]

Cefalù - Convento Monache Benedettine, Secolo XIII - Foto pubblicata da Serge Rajmondi

Dal 1957 il plesso venne utilizzato come Municipio e in parte destinato all’Istituto statale d’arte. Sotto la spinta degli studi e delle proposte progettuali del Piano particolareggiato del centro storico, nel 1981 l’amministrazione comunale avviò gli interventi per il recupero, il restauro e la messa in funzione dell’intero edificio.

Il progetto fu affidato agli architetti Pasquale Culotta e Bibi Leone, già redattori del Piano particolareggiato del centro storico. L’intervento si è basato sul rilievo scientifico della fabbrica, finalizzato alla sua conoscenza “stratigrafica”.

È l’operazione che ha consentito la demolizione delle superfetazioni e l’esecuzione di importanti saggi archeologici seguiti da Amedeo Tullio.

Cefalù Distretto Militare - Cartolina 1920

L’indagine conoscitiva sulla fabbrica è stata propedeutica all’elaborazione del progetto caratterizzato da un intervento organico per la coniugazione dei due materiali principali: la struttura storica e stratificata dell’edificio e il programma funzionale per le attività municipali e pubbliche.

In alcuni punti “strategici” si è utilizzata la complessa stratificazione storica del monastero per svelare le caratteristiche tipologiche, architettoniche e spaziali dell’antica fabbrica, messe in luce nella fase iniziale dei lavori. È stata tessuta quindi la trama architettonico-spaziale attraverso il criterio della “relazione” tra edificio e tessuto urbano.

Il sistema degli spazi al piano terra amplifica il ruolo urbano del Municipio e infatti l’interno è considerato una prosecuzione della piazza Duomo e il suo attraversamento, grazie alle finestre divenute tutte porte, stabilisce un legame fra edificio e città.

Cefalù, Palazzo Municipale - 1970 - Foto collezione Domenico Brocato

Il municipio in piazza Duomo dà l’occasione ai due maestri, Culotta e Leone, di esprimere concretamente la logica di trasformazione della città antica prevista nel Piano Particolareggiato per il centro storico.

L’Opera ha investito uno dei maggiori isolati della città di impianto ippodameo, quello che col lato breve si apre sulla piazza Duomo. Anche se, durante l’esecuzione, sono emersi antichi tracciati ellenistici, il complesso monumentale oggi è espressione di un antico monastero impiantato durante il medioevo.

Da una lettura approfondita sono evidenti le sovrapposizioni e le stratificazioni architettoniche, connesse con le ristrutturazioni avvenute nel corso della storia all’interno del monastero.

Nel Settecento si è realizzata una chiesa a pianta ottagonale e a fine Ottocento, il passaggio dei beni ecclesiastici allo Stato, vide l’ingresso dell’esercito, che trasformando il complesso in Distretto Militare, implica ulteriori modificazioni dell’organismo mortificandone, in particolare, il prospetto principale con l’applicazione di una improbabile facciata-maschera.

Riprendendo i criteri sviluppati nel P.P., il progetto prevede una fase di rilevamento del complesso in scala 1:50, una previsione progettuale in scala 1:500 e, infine, un progetto esecutivo.

Cefalù, demolizione del balcone del Municipio - Foto Salvatore Vinci

Essendo il complesso di importanza strategica per la città in relazione alle dimensioni e alla collocazione, le tre fasi di progetto sono state dominate da una ipotesi preliminare che consentisse una larga accessibilità dell’organismo nel suo attacco a terra con l’intorno e soprattutto con la piazza Duomo, in modo da avere un palazzo di città in continuità con la struttura urbana ad esso adiacente.

La lettura approfondita delle parti funzionali che componevano l’antico complesso monumentale, hanno suggerito, agli architetti, la riconferma degli antichi sistemi spaziali, la cui lettura è stata facilitata dall’eliminazione di varie superfetazioni e tramezzature che ne impedivano la vista.

Le nuove funzioni riprendono il criterio delle gerarchie spaziale che l’architettura offre, così la sala consiliare (luogo di primaria importanza della collettività) è stata individuatanello spazio centrale della chiesa ottagonale (usata oggi come spazio espositivo) mentre nelle celle che in antichità erano utilizzate come dormitori, si sono allocati gli uffici.

Cefalù, lavori di restauro del Municipio - Foto Salvatore Vinci

L’operazione di maggiore impatto sociale, è stata la trasformazione della facciata, per l’esigenza di dare maggiore permeabilità al piano terra del complesso. Ciò è stato ottenuto trasformando le alte finestre ottocentesche in ingressi sulla piazza Duomo.

Un’altra strategia di progetto è stata quella di eliminare le superfetazioni ingombranti degli anni 50′ che ostruivano gli antichi spazi interni a cielo aperto.

Il chiostro e i cortili interni così liberati dalle intrusioni anzidette, hanno riconfigurato un sistema continuo di piazze pubbliche, legate da un’unica direttrice che inizia dallo spazio pubblico per eccellenza: piazza Duomo.

Tutto il complesso è finito con intonaco bianco calce, riprendendo la tradizione e l’uso locale del fare architettura. Nonostante un’ampia opinione comune configuri il recupero di questo complesso “Troppo Moderno” e distante dalla cultura del luogo, ritengo che l’operazione progettuale di Culotta e Leone è basata sul massimo rispetto della tradizione della città e sul massimo rispetto di coloro i quali hanno costruito nella storia il complesso monumentale.

Per questa ragione l’opera è perfettamente integrata con la città e la sua cultura.

Il prospetto del Palazzo Municipale di oggi è stato restaurato dagli architetti Pasquale Culotta e Bibi Leone, inaugurato all‘inizio degli anni ‘90. - Foto Domenico Brocato ©2019

La soluzione che dal progetto è venuto fuori ha suscitato grande interesse nella comunità scientifica. Il progetto è stato esposto alla Biennale di Venezia (V mostra internazionale di architettura 1991), alla Triennale di Milano per la mostra “Comunità Italia, architettura/città/paesaggio 1945-2000”, ha vinto il premio “Luigi Cosenza” (1996) ed è stato pubblicato in riviste, volumi, cataloghi.

Foto Storiche Cefalù

Fonte:
Tasselli di Città – di Salvatore Curcio
Municipio a Cefalù. Pasquale Culotta, Giuseppe Leone – di Marcello Panzarella

Photo Gallery

Foto di Giovanni Chiaramonte tratte dal volume: “Municipio a Cefalù. Pasquale Culotta, Giuseppe Leone”.

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