Cinema,  Film girati a Cefalù

Mario e il mago 1994

Di Klaus Maria Brandauer

Tratto da un breve racconto di Thomas Mann il film, (a differenza del racconto di Mann arnbientato a Forte dei Marmi) si svolge in una cittadina siciliana: Cefalü nel 1926.
Soggetto: Klaus Maria Brandauer
Sceneggiatura: Klaus Maria Brandauer
Regia: Klaus Maria Brandauer
Musica: Cristian Brandauer
Scene: Piter Tabst
Produzione: Pro Vobis (Germania) 1994
Iriterpreti: Julien Sand, Anna Galiena, Philiphe Leroy, Domiziana Giordano,
Klaus Maria Brandauer
Direttori di produzione: Antonio De Simonc, Salvatore Morello
Durante uno dei suoi innurnerevoli viaggi, lo scrittore si viene a trovare in un albergo della cittadina siciliana, dove incontra una serie di personaggi: il cameriere Mario che si innamora di una donna, e il Mago (K. Brandauer) che ha il potere di leggere nel pensiero della gente.
Momento centrale del film è una gara tra camerieri, una corsa simbolica di un’intera generazione, verso la seconda guerra mondiale

Intervista a Salvatore Morello direttore di produzione del film Mario e il Mago a cura di Pasquale Scimeca

Come mai avete scelto Cefalü per il set di Mario e il Mago ?

Dopo una lunga serie di sopralluoghi effettuati in molte località italiane, Brandauer è rimasto molto affascinato dalla Sicilia, soprattutto da Cefalü e dalla sua piazza.

D’altra parte, Klaus Maria Brandauer, il regista era già stato in vacanza a Cefalù da bambino, in tenda con i suoi genitori.

Dal momento in cui avete scelto Cefalù, che cosa è successo ?

Eravamo agli inizi del mese di settembre del 1993, abbiamo preso contatti con l’amministrazione comunale che ha mostrato la massima disponibilita a collaborare, comprendendo che il film poteva portare dei benefici alla citta in termini di immagine, non avendo il film, oltretutto, un’ambientazione di mafia.

Qualche difficolta l’abbiamo invece incontrata nei rapporti con la Curia, infatti Brandauer voleva girare delle sccne nel cortile del Seminario, ma non avendo raggiunto un accordo abbiamo dovuto spostare il set (per quattro settimane) a Palermo.

In quali luoghi avete girato a Cefalù?

Sulla piazza del Duomo, sul Corso e in alcuni dei vicoletti che stanno alla destra della piazza, dove sono ambientate le scene della “corsa dei camerieri”, che sono tra le piü belle del film.

II lavoro più grande è stato quello di trasformare la piazza, (essendo il film ambientato nei primi anni ’20), ripulendola da tutti gli dementi di modernità: portapiante in cemento, cabine telefoniche, insegne dei bar, e trasformando le vetrine dei negozi.

Per coprire i fili della luce ci siamo inventati una festa con festoni e luminarie.

La facciata del Palazzo Comunale era in rifacimento, per cui abbiamo costruito delle impalcature di legno con delle comparse vestite da operai e, la gente vedendoli lavorare, cominciò a dire: “finalmente hanno ripreso i lavori”.

I vicoli invece erano più “intatti” e, quindi li, abbiamo incontrato meno esigenze scenografiche.

Buona parte, comunque, dei lavori di scenografia sono stati eseguiti da maestranze locali (falegnami, muratori, pittori, fabbri che per mesi hanno lavorato per la Produzione).

A questi vanno aggiunti le 450 persone di Cefalü che per diversi giorni hanno lavorato al film come comparse.

Per quanto tempo siete rimasti a Cefalü?

Complessivamente per circa due mesi, durante i quali la produzione ha speso qualcosa come un miliardo e mezzo di lire.

Della permanenza a Cefalü abbiamo conservato tutti un bellissimo ricordo, soprattutto i tecnici e le maestranze della troupe, in maggioranza tedeschi, che hanno vissuto la lavorazione del film come fossero giorni di vacanza.

Domenico Brocato – Foto Storiche Cefalù

Fonte: Cefalù un set per il cinema

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