Film girati a Cefalù

Il regista di matrimoni 2006

Di Marco Bellocchio

Cefalù - Marco Bellocchio spiega la scena a Sergio Castellitto
Sergio Sastellitto e la sabbia della Marina di Cefalù
Marco Bellocchio, Sergio Castellitto e
Marco Bellocchio, il compianto Nico Marino e Sergio Castellitto, alla stazione di Cefalù.

La scelta di ambientare il film a Cefalù, dice Marco Bellocchio durante la conferenza stampa, era dettata dall’esigenza di un setting essenziale, con una sua pulizia. Abbiamo cercato anche altrove, ma alla fine abbiamo optato per Cefalù anche per la presenza di una serie di luoghi topici all’interno di un piccolo paese, come la rocca o la piazza; per quanto riguarda la chiesa, invece, ci siamo scontrati con una direttiva della CEI che impedisce di utilizzare chiese consacrate per il cinema. Allora ne abbiamo sconsacrata una (ride)… abbiamo dovuto utilizzare una chiesa abbandonata.

Per quanto riguarda la figura di Smamma, posso dire che in linea generale i personaggi non hanno corrispondenze nette con qualcuno. Quando si gira un film si distribuiscono delle “passioni”, ma senza stabilire corrispondenze dirette con la vita reale. Al di là delle battute che interessano il mondo del cinema e gli addetti ai lavori, ciò che più conta è la contrapposizione tra Elica e Smamma: quest’ultimo sostiene che più David non gli cambierebbero la vita, e quando ottiene ciò che vuole si uccide.

La musica del film costituisce una sorta di patchwork, perché non abbiamo voluto affidarci ad un unico tema, a parte il pezzo di pianoforte di Crivelli. Tra le altre scelte musicali, Cavalleria Rusticana l’ho voluto inserire perché ha costituito un po’ la mia formazione musicale personale.

Il film è stato modificato nel divenire, io e Sergio Castellitto, che spesso chiedeva di togliere piuttosto che di aggiungere, abbiamo lavorato molto sui dialoghi.

Bellocchio racconta di essere stato ispirato da un’esperienza diretta:

“Ho assistito ad un matrimonio di una giovane coppia a Scilla in Calabria e c’era un regista che filmava l’evento. Mi ha colpito l’obbedienza che i due sposi hanno messo in atto facendo tutto ciò che gli si chiedeva di fare.

Ecco, questa obbedienza, senza fare domande, in due giovanissimi che hanno tutta la vita davanti a sé mi ha fatto riflettere: la vita è fatta anche, per fortuna, di rifiuti, di disobbedienza, di ribellioni all’ordine costituito, perché loro la accettavano come fosse stata già preordinata? Come una resa definita, incondizionata, come se entrassero con il matrimonio nel mondo obbediente e razionale dei padri, e dei padri dei padri, che prima di loro si erano sposati”.

L’uomo avanza fino ad arrivare a pochi centimetri dalla sposa, sul suo volto crede di vedere una smorfia e le solleva il velo, interrompendo la cerimonia. Scopriamo che è il padre della sposa, Franco Elica, un famoso regista. Poco dopo, negli uffici della sua produzione, si stanno svolgendo i provini per le parti femminili de ‘I Promessi Sposi’.

Una ragazza molto intimidita e scura in volto chiede di parlare con il regista, ma viene indirizzata ad un factotum che le consiglia di offrire a Franco una prestazione sessuale per accelerare le pratiche. La ragazza però viene messa in fuga da due uomini che inspiegabilmente irrompono nell’ufficio per cercarla.

Qualche ora dopo, la produzione è messa sotto sequestro per una denuncia di molestia, rispetto alla quale Franco è completamente estraneo, forse vittima di un boicottaggio o dell’idiozia del suo assistente. Questo inconveniente e, forse la sensazione di fallimento di fronte ad un film che non vuole e al matrimonio della figlia in cui non crede, lo spingono a fuggire.
Franco prende il treno e si allontana senza una meta precisa, finendo per caso a Cefalù.

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