Le Festività e le Tradizioni

Festa del Santissimo Salvatore

Cefalù festeggia Gesù Salvatore, protettore della Città, il 6 Agosto giorno della Trasfigurazione.
Una festività, questa istituita in Occidente nell’ambito della liturgia romana solo nel 1457 ad opera di Callisto III che aveva inteso manifestare con la festività della Trasfigurazione, la gratitudine della Chiesa per la vittoria a Belgrado ottenuta dalle armi cristiane contro la armata turca votata a distruggere la civiltà europea e cristiana.

Ma, nel mondo orientale, la solennizzazione della Trasfigurazione é di molti secoli anteriore. Sicuramente é da farsi risalire a prima del IV secolo, epoca quest’ultima, nella quale l’imperatrice Elena faceva erigere sul Tabor una Basilica della Trasfigurazione.
In Sicilia — é ormai accertato documentariamente la Trasfigurazione vive sin dal XII secolo.

Ruggero, a Cefalù, crea la Chiesa della Trasfigurazione del Salvatore e “visualizza” nella sua progettazione e realizzazione il grande “avvenimento“ evangelico secondo il racconto comune a Marco, Luca e Matteo.

Festa SS.Salvatore 1954 - Foto Massimo e Rosalba Glorioso

Cefalù inizia a festeggiare la Trasfigurazione sin dal 2 Agosto, giorno che si tramanda dal XVI secolo, quando fu emanato un editto con il quale si stabilì che il 2 Agosto si aprisse fiera- mercato, con il porto-franco.

Tale fiera mercato si concludeva il giorno 10: l’annuncio avveniva con lo sparo di bombarde e mortaretti e con una bandiera di tre colori, disposti in senso orizzontale: azzurro, turchino e rosso acceso.

La striscia di colore turchino contenevalo   stemma della Città, sormontato dalla figura del Cristo Pantocratore e veniva lasciata sventolare sullo spiazzo sopra la Rocca, oggi occupato dalla grande Croce di ferro.

Parecchi anni dopo, per effetto della legge 7 Luglio 1866, venuta a mancare la “potestà su tutti gli affari civili” da parte del Vescovo, entrò a far parte delle tradizioni popolari e con diverso significato l’appizza banniera, cioè l’esposizione di una bandiera di colore bianco con sovrapposta l’effigie del SS. Salvatore, issata tra le due torri campanarie della Cattedrale.

I segni dell’inizio e della fine sono quelli di oggi: Il dispiegamento della bandiera raffigurante il Cristo Pantocratore stava a significare che tutte le navi, con i loro carichi di mercanzie, avevano libero accesso nella zona del “lido”, cioè nei pressi tra la Porta Pescara e la Porta “della Rena”, e se mancava posto si portavano nella rada di Presidiana.

La collocazione della bandiera - Foto di Leonardo Mento 2 agosto 2014

Così si segnava l’inizio delle festività e del porto-franco per la fiera-mercato I giorni di festa davano alla Città un volto nuovo e più accogliente, con le luminarie che si snodavano per tutto il tragitto della processione.

Per l’occasione, gruppi di bambini cospargevano il percorso di fiori, creando un tappeto di corolle, su cui idealmente si sarebbero poggiati i piedi di Gesù Salvatore in processione.

La pia leggenda di re Ruggero, che volle la costruzione della cattedrale in onore del SS. Salvatore, ha lasciato tracce di fede autentica e pura, nella speranza di una vita soprannaturale che porterà le anime umili a godere della visione beatifica di Dio.

Le congregazioni si susseguivano l’una dopo l’altra, con abiti vivaci e colorati, precedute da un presidente, che indossava una tonaca lunga al seguito di uno stendardo retto da un’asta, a cui il portatore faceva eseguire sorprendenti evoluzioni.

La strada della marina era illuminata a festa dalle lampare dei pescatori, grati al SS. Salvatore per la protezione che assicurava in mare.

La banda musicale, diretta dal maestro Fumarola, saliva e scendeva per le vie centrali del paese, rendendo ancora più gioiosa l’atmosfera: un’ampia documentazione d’archivio parla del vasto coinvolgimento collettivo che determinava la festa, per gli intensi momenti religiosi che suscitava, per la partecipazione sentita anche da parte delle comunità vicine e, particolarmente, della Diocesi di Cefalù.

Banda Città di Cefalù - SS. Salvatore 1985 - Foto Gesuele Eugenio Moscato

La processione terminava con la statua di Gesù Salvatore, che saliva le scale del duomo e con il vescovo che impartiva, dopo una breve omelia, la benedizione a tutti i fedeli.

La banda musicale continuava ad allietare la gente anche dal palco dove si esibivano attori, cantanti di musica popolare, provetti tenori e baritoni. Non solo musica.

Si organizzavano giochi semplici, ma particolarmente coinvolgenti, come: a cursa ri sacchi (la corsa dei sacchi), u iocu ri pignati (il gioco delle pentole di terracotta), a cursa ri varchi (la gara delle barche), a partita ru palluni (la partita di pallone) e la cursa ri cavaddi (corsa dei cavalli). Ma la manifestazione più sentita e originale, ancora oggi in voga, che tutti aspettavano l’ultimo giorno, era la ’ntinna a mari, cioè l’albero della cuccagna a mare.

Santissimo Salvatore, 1956, Corsa coi sacchi - Fototeca Varzi & Brunetti
Santissimo Salvatore, 1956, Corsa coi sacchi - Fototeca Varzi & Brunetti

Si tratta di un gioco tipico dei nostri pescatori e marinai: un albero abbastanza lungo (quindici metri circa.) viene posto a mare, ancorato trasversalmente al molo in orizzontale. Alla sua estremità viene attaccata una bandiera con al centro raffigurato il volto del SS. Salvatore, che va conquistata per la vittoria finale.

La Città, in occasione della festa, era un brulicare di venditori ambulanti provenienti da tutta l’isola, che esponevano le loro mercanzie nelle “logge” allestite in piazza o sui marciapiedi: con le loro grandi lampade a gas o a petrolio, illuminavano la sera a giorno.

Tra suoni di friscalietti (fischietti), trummiettì (trombette) e zampogni (zampegne), l’odore pungente del caramello, i contadini, almeno per quel giorno, non stavano in campagna, così come i marinai non uscivano in barca per la pesca, per non mancare di rispetto a Gesù Salvatore.

Si godevano momenti di religiosità e festosa spensieratezza, sfoggiando l’abito della festa e concedendosi qualche lusso, come u gelata, a calia e simienza, un bicchiere di buon vino locale. Dopo il tramonto, una lunghissima e partecipata processione si snodava lungo le vie principali della cittadina.

Aprivano il corteo i giovani dell’Azione Cattolica locale, a cui facevano seguito i vari gruppi appartenenti alle rispettive Congregazioni, preceduti dal proprio stendardo. Si distinguevano per gli abiti di diverso colore. Accompagnavano la sfilata preghiere e canti religiosi tradizionali.

Chiudeva il corteo delle varie Congregazioni il gruppo del Clero, che precedeva il fercolo con il SS. Salvatore, seguivano le autorità cittadine e un folto gruppo di fedeli, che camminavano scalzi per grazia ricevuta.

A conclusione del rito religioso, seguito con grande partecipazione da una moltitudine di fedeli silenziosi e devoti, veniva impartita la solenne benedizione. Il festino procedeva con un atteso concerto di musica leggera, sulla piazza principale. La festa terminava, come da tradizione, con uno spettacolare gioco di fuochi pirotecnici, jocu focu.

Processione del SS Salvatore 2003 - Foto Daniele DF1995 at it.wikipedia

Foto Storiche Cefalù

Fonte:
Cefalù Memorie Stroriche di Domenico Portera
Zibaldone di Italo Piazza
Wikipedia

Photo Gallery
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Cefalù: La Processione del SS. Salvatore 2014 - Di Armando Geraci

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