Cefaludesi Illustri

Enrico Pirajno, Barone di Mandralisca

(Cefalù 1809 - 1864)

Enrico Pirajno, barone di Mandralisca, nacque a Cefalù 3 dicembre 1809 mecenate e uomo di scienza, è stato un politico italiano.

Morì a Cefalù il 15 ottobre del 1864, unico figlio sopravvissuto di Michelangelo, barone di Mandralisca, e di Maria Carmela Cipolla, studiò a Palermo nel Reale Convitto Carolino, retto dai gesuiti.

A 17 anni sposò Maria Francesca Parisi dei baroni di San Bartolomeo di Lipari.

Non avendo eredi diretti, con un testamento olografo del 1853 lasciò tutti i suoi beni ad una fondazione per la creazione di un liceo a Cefalù.

Nel 1861 fu eletto deputato della Camera dei deputati del Regno d’Italia per il collegio uninominale di Cefalù con 564 voti su 633 votanti.

Morì nel 1864; tre anni dopo la salma fu posta in un mausoleo marmoreo nella chiesa del Purgatorio di Cefalù.

A lui è intitolata la via Mandralisca a Cefalù in cui sorgeva la sua casa, oggi sede del museo Mandralisca nel quale era entrata la sua collezione di opere d’arte, libri, monete e reperti archeologici e la via Enrico Piraino a Palermo.

Barone Enrico Piraino di Mandralisca

La famiglia Pirajno

La famiglia Pirajno ha origini portoghesi e giunse in Sicilia nel XVI secolo. Il capostipite fu un certo Domenico Pirejne che si trasferì a Cefalù. Il figlio Angelo darà origine al ramo di Noto, Pietro invece, sposandosi, diventerà padre di Giuseppe che correggerà in seguito il cognome in Pirajno. Questi avendo preso in moglie nel 1604 Anna Almerico avrà due figli: Diego, dal quale si diparte il ramo di Castelbuono e Francesco.

Dal primo matrimonio di quest’ultimo nascerà Mario (senior), mentre dal secondo matrimonio (1657), contratto con Antonia Di Napoli, dei principi di Resuttano, Giovan Battista che si ricongiungerà al ramo di Castelbuono. Nel 1660 Mario senior acquistò il feudo Mandralisca e quello di Castagna che erano stati possesso della principessa di Gangi, Donna Antonia Graffea.

Mario senior però già nel 1663 stesso vendeva il feudo di Castagna a Bartolomeo Militello e decise di cedere il feudo Mandralisca al fratellastro Giovan Battista. I nipoti di quest’ultimo, Emanuele e Michelangelo continuano il ramo dei baroni Pirajno a Cefalù, costruendo il palazzo di famiglia a piazza Duomo. Michelangelo sposa Teresa Ortolano di Cefalù, da cui avranno Giovan Battista, Arcangela, Liborio, Eleonora ed Enrico si lega ad Aurora Monizio di Lipari.

Barone Michelangelo Pirajno, padre di Enrico - Pinacoteca Mandralisca
Maria Carmela Cipolla, madre di Enrico - Pinacoteca Mandralisca

Dalla loro unione nasce Michelangelo che, dopo aver sposato in seconde nozze Maria Carmela Cipolla, diede i natali a Enrico nato il 3 dicembre 1809. Il barone Enrico Pirajno dedicò la sua vita agli studi scientifici e archeologici, non trascurando però, l’amministrazione dell’imponente patrimonio di famiglia, subito dopo la morte del padre, avvenuta nel 1829.

Si iscrive alle più prestigiose accademie scientifiche oltre a essere membro di numerose commissioni e gabinetti di ricerca italiani. Partecipò attivamente alla vita sociale e politica, si fece promotore del progresso per combattere le angherie dei vescovi che continuavano ad esercitare il sistema feudale nonostante la sua abolizione nel 1812 (scrisse infatti una monografia dal titolo “Sulle prestazioni pretese della Mensa Vescovile di Cefalù”).

Ricoprì diverse cariche politiche fino ad essere eletto Deputato del primo parlamento nazionale. In ambito locale portò avanti diverse battaglie per la ristrutturazione dell’ospedale, la progettazione di un porto e una linea ferroviaria. Finanziò opere come l’osservatorio meteorologico dei Padri Cappuccini a Lipari, il restauro dei mosaici del Duomo di Cefalù e l’ampliamento dell’orto botanico di Palermo; fece istituire due scuole di lavori anatomici e di anatomia chirurgica presso l’Università degli studi.

Nel suo testamento redatto nel 1853 il barone diede disposizione per la creazione di un liceo (da mantenersi con la rendita dei propri beni) con l’intento di diffondere gli ideali di libertà e cultura tra le classi sociali più umili. Si spense nella sua città natale il 15 ottobre 1864. Il Liceo venne istituito con regio decreto del 21 luglio 1866, parificato ai licei governativi con decreto del 14 maggio 1895, dichiarato Regio Liceo-ginnasio con decreto del 14 settembre 1933. La fondazione culturale invece ebbe un suo primo statuto con decreto del 1° novembre 1940.

Foto Storiche Cefalù

Fonti:
siusa.archivi.beniculturali.it
Immagini per Mandralisca
Enrico Pirajno di Mandralisca - Pinacoteca Mandralisca
Cronologia

Di Nico Marino, tratta da “Immagini per Mandralisca”

1809 – 3 dicembre – Nasce Enrico Piraino di Mandralisca che viene battezzato a Cefalù il 5 dicembre. I padrini sono il Barone Alessandro Ortolani di Bordonaro e Donna Margherita Salvo moglie di Don Antonino Ortolani.

1825 – Conclude i suoi studi presso il Reale Convitto Carolino di Palermo e qualche tempo dopo inizia le ricerche arceologiche e naturalistiche a Lipari.

1827 – 24 febbraio – Sposa Maria Francesca Parisi.

1837 – 31 luglio – Dal Reale Istituto di Incorag­giamento della Agricoltura, Arti e Manifattura per la Sicilia riceve la Medaglia d’argento di Prima Classe per aver presenta­to al Salone della Esposizione Siciliana dell’Agricoltura minerali, uva passa, olio e vini.

1840 Pubblica il Catalogo dei molluschi terrestri e fluviatili delle Madonie e luoghi adiacenti e una Monografia del genere Atlante.

1841 – 8 febbraio – Pubblica la lettera scrittagli da Benedetto Naselli con la relativa risposta. Nello stesso anno promuove la pesca delle amie.

1842 – Inserisce una sua nota nel Giornale Letterario Palermitano su alcune specie di molluschi terrestri e fluviali della Sicilia.

1844 – Pubblica la memoria Sulle prestazioni prete­se dalla Mensa Vescovile.

1847 22 maggio – Viene eletto Presidente del Consiglio Distrettuale di Cefalù.

1848 Vota la decadenza del Borbone, viene eletto Presidente del Comitato di Cefalù durante i moti e Deputato al Parlamento Siciliano sotto Ruggero Settimo.

1849 – 6 febbraio – Dà la procura al cognato Antonio Agnello per l’acquisto del Castello sulla Rocca e terreni adiacenti.

1850 – 13 luglio – Diventa socio corrispondente della Commissione di Agricoltura e Pastorizia della Sicilia.

1853 – 26 ottobre – Verga di suo pugno il testamento.

1855 – 21 marzo – È nominato Consigliere Provinciale dell’intendenza della Provincia di Palermo. Il 3 novembre viene eletto depu­tato della Commissione di Antichità e Belle Arti. In questo stesso anno compie ricerche sulla Flora miocenica nell’isola di Lipari.

1856 – 10 aprile – Scrive la sua difesa contro il Direttore dei rami e diritti diversi. Nello stesso anno risponde all’articolo intorno a Palazzo Adriano inserito nell’Appendice Generale del Dizionario Topografico.

1857 Viene arrestato durante un suo soggiorno a Napoli.

1858 – Nel mese di gennaio diventa socio dell’Accademia dei Pellegrini Affaticati di Castroreale. A Novembre viene nominato membro della Commissione di studi per la distruzione delle cavallette dell’Accademia Palermitana di Scienze e Belle Lettere.

1860 – 9 giugno – Riceve la nomina a Presidente del Consiglio Civico di Cefalù. Nello stesso anno invia, assieme a Th. Gaudin, un contri­buto sulla flora fossile italiana per il XVIII volume di Memorie della Società Elvetica di Scienze Naturali che viene pubblicato anche in estratto.

1861 Scelto come membro del Gran Giurì alla Esposizione Italiana di Firenze, 1’8 marzo viene eletto Consigliere della Luogotenenza generale per le Province Siciliane, dalla cui carica si dimette il 22 aprile. Divenuto membro della Società di Acclimazione e di Agricoltura della Sicilia, guadagna all’Esposizione Italiana di Firenze la meda­glia d’oro per l’olio da lui presentato.

1862 – 31 luglio – Diventa socio corrispondente nazionale della Accademia di Agricoltura, Commercio ed Arti di Verona.

1864 – 15 ottobre – Muore di “bronchite”. Durante questo anno, malgrado la malattia, lavora agli scavi archeologici in contrada Diana a Lipari.

Ad Enrico Pirajno si devono anche altre opere, che non sono pero databili precisamente. Mandralisca promosse le pratiche per la costruzione di un un porto a Cefalù e i lavori di restauro dei mosaici della Cattedrale.

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